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Rockambula

By 22 settembre 2018 No Comments

La cantautrice veneta in questione, Emily Guerra, qui al suo bel esordio “Piume”, potrebbe – -in futuro – regalare un po’ di grattacapi a tutte quelle determinazioni artistiche che ambiscono allo star system di un certo medio-livello, non per chissà quali cose, ma per un altro insieme di cose che fanno di questo ascolto una serenità fresca e un piccolo incanto underground.

Quattro tracce traversate da una voce particolarissima, una gattina che con un microfono tira fuori poesie intimiste e personali, la descrizione di vari stati d’animo che si sovrappongono e giocano a colorare giornate e pensieri altrimenti in bianco e nero; canzoni semplici e di tempra sincera, titubanze ed emozioni che – in un circolo ipnotico – ti arrivano all’orecchio con un gusto pieno e radiofonico, e che se poi considerate in mezzo a tanta idiozia pop in circolazione, riescono a “dribblare” con classe e originalità tanti misfatti; dentro questa corta tracklist c’è energia e talento, niente barocchismi d’amore o disfatte, ma una sana ostinazione a concedersi per quello che si è, l’amore, la tristezza, la rinascita trattate come un nodo da sciogliere e non da crearci marasmi insormontabili, una artista questa Emily che cerca di uscire dai più facili “viottoli” del poppy da smanceria per portarsi ad una dolce concettualità per rimane nel circolo senza essere ingoiata dall’imbuto senza fondo del sistema, e da quanto ci è dato da assaggiare, la strada è giusta.

Un pò Arisa e un po’ svagata corista, l’artista Emily ha in mano la carta giusta per uscire fuori, quattro canzoni creata col vestito da hit, quattro pezzi che con le stratificazioni blu di “Piume”, i tasti melanconici di piano che puntellano “Cartoline”, il dolce dondolare caratteriale di “Dopo l’acquazzone” e la tenerezza dream che frizza in “Anime” potrebbero tramutarsi in belle “frequenze disturbate” per un qualcosa ben più alto dei giri viziosi ed inconcludenti dell’emergenza cantautoriale. Della serie come perdersi tra nuove bellezze sconosciute che avanzano.